


Dopo la costruzione della seconda parte della Casa di Santo Stefano, frutto di una pubblica beneficenza e grazie all'impegno organizzativo di Mons. Zágon, il 2 ottobre 1971, festa degli Angeli Custodi, costituì fonte di grande gioia la visita del Primate d'Ungheria, il Cardinale József Mindszenty. Il Primate nel suo discorso ringraziò la signora Erzsébet Fáy per il suo storico gesto, nonché la generosità dei cattolici ungheresi residenti all'estero, esortandoli a rimanere sempre uniti.
Il terreno della Casa, un tempo pascolo, sotto la guida e il lavoro manuale del Reverendo Péter Prokop si è trasformato in un magnifico giardino. Padre Prokop, nativo di Kalocsa, pittore e scrittore, il quale ha svolto i suoi studi di Arte Figurativa a Roma, è uno dei primi abitanti della Casa e ha trasformato lo spazio interno di questa in una vera galleria dei propri quadri.
Nel santuario della cappella si trova un suo affresco rappresentante i santi ungheresi, mentre agli altari laterali si possono ammirare la " Magna Domina " degli ungheresi e i due principi degli Apostoli. Sopra l'ingresso principale l'ospite è accolto da una grande finestra policroma di Santo Stefano e, le vetrate delle pareti laterali, alte fino al soffitto, illustrano le stazioni della " Via Crucis " e, da mattina a sera, colorano con alterno splendore il luogo della preghiera.
La Casa è di proprietà della Fondazione di Santo Stefano, cioè il "Consiglio dei Sette", del quale Mons. István Mester fu il secondo Presidente, seguito da Mons. Lajos Kada, Arcivescovo titolare di Tibica, Nunzio Apostolico. Succedutogli in questa funzione P. Donát Leloczky cistercense, attualmente la carica è ricoperta da P. József Ruppert, assistente generale per l'Europa Centrale dei Padri Scolopi.
La cura della Casa è affidata alle Suore Insegnanti di Nostra Signora di Kalocsa.